Mc 11,24
Il mio Cuore è segnato da una croce. Questo marchio lo accompagna in eterno.
La parola di Gesù ha creato un tempio di Fuoco nel mio essere, solo i Portatori della Fiamma possono dimorare fra quelle colonne.
Nel Cuore sta l’origine del mondo in cui vivo, un mondo fatto di sicurezza, serenità e Bellezza. Quando gli altri mi descrivono il mondo, non lo riconosco. Tutte le volte ho conferma del fatto che ognuno vive in un SUO personale mondo e ognuno ha esattamente il mondo che merita.
Un Cuore serrato proietta un mondo di tenebra.
Perché Gesù associa il perdono alla preghiera? E perché, quando mi metto a pregare, devo prima aver perdonato? Non è certo per far vedere a Gesù che sono un bravo ragazzo… sennò magari lui non esaudisce la mia preghiera.
Nell’autentica preghiera si tratta di stabilire un canale ardente fra me e il Padre. Lo stesso canale che serve a me per ascendere, servirà anche per la discesa di qualcosa di superiore. Se questo collegamento non è stabilito, non posso venire esaudito nelle mie preghiere.
Il ruolo del perdono risiede nell’aprire il mio Cuore verso l’altro, eliminando il giudizio dal mio essere. Se riesco a perdonare qualcuno è solo perché in un istante di intuizione animica SENTO e VEDO la Perfezione e la Bellezza di quanto è accaduto e realizzo che in verità non c’è proprio nulla da perdonare.
Questo posso farlo solo se il mio Cuore s’infiamma e si spalanca.
Il Cuore aperto è già preghiera. Perché la preghiera non è una frase da ripetere, bensì uno stato di coscienza nel quale percepisco la Perfezione. Questo stato di coscienza fa morire il mio desiderio di chiedere qualcosa di specifico al Padre. Perciò la preghiera diviene un modo di vivere perpetuo e non l’espressione verbale d’un determinato bisogno.
Il mio Cuore emette una resina che trasmuta la mia visione del mondo. La conseguenza è che ho esattamente ciò che mi serve in ogni istante e non ho più bisogno di chiedere nulla… e non c’è nulla che io debba temere.
In questo senso il perdono influenza la qualità della mia preghiera.
Coloro che vedono un mondo di brutture tradiscono le parole del Risorto e ne pagano il prezzo a ogni passo.
“Il loro Cuore è un albero cavo infestato di pipistrelli” (Agni Yoga).
Eppure, basterebbe così poco per farsi scuotere il petto dal sacro fremito.
L’apertura del Cuore è urgente.
Cosa pensereste di colui che, invitato a scansarsi per evitare di essere colpito sulla testa da una tegola, si voltasse a chiedervi spiegazioni?
Chi dorme troppo rischia di bruciare, perché c’è un Fuoco rimasto acceso dentro di lui… ma nel sonno non se ne cura!
Salvatore Brizzi
[Il mondo è bello, siamo noi ad esser ciechi]





